Comprendere Nietzsche è come tentare di abbracciare il mare. Vale per molti pensatori, certo, ma a maggior ragione per un classico della filosofia come lui, eterodosso e asistematico come nessun altro (fin dal suo scrivere aforistico). Eppure si tratta del filosofo più interpretato del Novecento, sostanzialmente attraverso due metodologie distanti (ma in fondo connesse) come il giorno e la notte. Quella ermeneutica, che si concentra sul «ritmo musicale della sua prosa», sull’eccedenza teorica, sul gioco funambolico (e spesso oscuro) delle interpretazioni in cui il soggetto interpretante piega i presunti «autofraintendimenti» del filosofo interpretato, spesso conformandolo al proprio pensiero (un percorso che si dipana da Heidegger a Gianni Vattimo, passando per Foucault). Oppure quella storico-filologica, aderente al testo del pensatore, in stretta connessione con il con...
"Noi “demoni”, “banditi”, “feccia dell'umanità” cerchiamo di approfondire la nostra preparazione e di approntare armi e munizioni per le lotte future. La politica è studio: odiare a morte i politicanti da strapazzo e la loro ciarlataneria. La scienza non deve essere uno svago egoistico: coloro che hanno la fortuna di potersi dedicare a studi scientifici devono anche essere i primi a mettere le loro cognizioni al servizio dell'umanità: “Lavorare per il mondo”. Karl Marx